Fiumefreddo di Sicilia

Fiumefreddo di Sicilia

Fiumefreddo di Sicilia

Descrizione

La Città

Il Comune di Fiumefreddo, detto di Sicilia per distinguersi da Fiumefreddo Bruzio, in provincia di Cosenza, prende il nome dall’omonimo fiume e sorge lungo la ss. 114 – Catania-Messina. Costiuisce un nodo strategico di collegamenti viari, che permettono rapidi spostamenti ai vicini centri turistici di Giardini-Naxos e Taormina, e commerciali di Giarre, Riposto e Acireale. L’apertura dello svincolo autostradale, avvenuta il 23 Marzo del 1991, ha reso più agevole la comunicazione tra le due provincie di Catania e di Messina, oltre a consolidare la funzione del Paese quale centro nodale per il traffico turistico in direzione del versante Nord-Ovest dell’Etna e della riviera ionica tra Riposto e Giardini-Naxos. Il territorio di Fiumefreddo presenta un’estensione pari a 12,05 Kmq (1205 ettari); confina ad Est col mare Ionio, ad Ovest con il Comune di Piedimonte Etneo, a Nord con quello di Calatabiano e a Sud con quello di Mascali.
Al centro di un’importante zona agrumaria, che in passato faceva parte della Contea di Mascali, il territorio è quasi tutto in pianura, soprattutto nella parte che si estende verso il mare e la spiaggia di Marina di Cottone, meta di un intensissimo turismo estivo da parte delle popolazioni dell’hinterland. La parte Ovest e Nord-Ovest è, invece, circondata da colline ben coltivate e degradanti dalle pendici dell’Etna verso il mare. La posizione geografica e il clima determinato dai benefici effetti della brezza marina fanno di Fiumefreddo un paese ameno, immerso nel verde, sia nella fascia costiera, ricca di boschetti di eucalipto ed altre vegetazioni boschive, che nella zona a monte.
Ad appena 12 Km da Taormina e 6 da Giardini Naxos facilmente raggiungibile via autostrada (A 18) Messina-Catania, uscita Fiumefreddo di Sicilia.

In aereo: aeroporto di Catania (40 Km).
In treno: stazione di Fiumefreddo di Sicilia.

La Storia

Poche sono le fonti antiche scritte che parlano del territorio di Fiumefreddo di Sicilia, forse perchè esso fino al 1296 circa era compreso nel grande feudo di Calatabiano. Molto probabilmente la mancanza di un centro abitato è la causa del lungo silenzio storico. I primi dati a nostra disposizione risalgono al 1592, quando il signore di Fiumefreddo, Don Giovanni Pietro Cottone, vende il feudo ai nobili Gravina. Nel 1600 cominciano a sorgere, nell’odierna contrada Castello, delle abitazioni che formano un piccolo nucleo, preludio del futuro comune. Dopo quasi un secolo, il feudo, passato nel frattempo ad altre nobili famiglie, ritorna ai Gravina. Infatti il nobile Federico Francesco, discendente di Girolamo Gravina, Principe di Palagonia, riesce ad avere il feudo di Fiumefreddo, e nel 1726 ne ottiene l’investitura, diventando, oltre a Principe di Palagonia e barone di Calatabiano, anche barone di Fiumefreddo. Nella seconda metà del ‘700, lungo quella che oggi è la strada statale che congiunge le due città di Catania e Messina, sorgono alcune case e botteghe gestite nell’interesse del Principe di Palagonia. Il nuovo gruppo di abitazioni viene quindi chiamato Putieddi (Botteghelle) e intorno ad esso si svilupperà il nucleo che tutt’ora è il cuore del paese. Nel 1798, la popolazione di tutto il feudo è costituita da 500 abitanti, si pensa quindi di chiedere l’elezione a comune; il che avviene con decreto reale nel 1801 con il nome di Fiumefreddo. Nel 1813, con l’abolizione del vassallaggio, Fiumefreddo si costituisce in comune, senza più alcuna dipendenza, tranne che per i censi da pagare al barone. Da questo momento vediamo un piccolo paese in via di sviluppo. Migliorano le condizioni igienico-sanitarie.
Infatti nel 1831 si abolisce la macerazione del lino, che si svolgeva nel luogo detto URNI (o Gurna) nei pressi del Fiumefreddo (l’operazione di macerazione comportava necessariamente la presenza di acqua stagnante dove la corteccia di lino si separa dai fasci fibrosi, Ma la presenza di questi maceratoi naturali era pericolosa per la popolazione, perchè gli stagni erano la causa della malaria che infestava tutto il territorio).Non si hanno specifiche notizie storiche del comune nella prima metà dell’800. I primi moti carbonari si fanno appena sentire. Solo nel 1848, quando Palermo si solleva, i moti investono anche il nostro paese; ma il ritorno dei borboni provoca persecuzioni e arresti.
Dal 1860, dopo lo sbarco di Garibaldi a Marsala, le vicende politiche del Comune non si discostano dal resto della Regione.

La carta storica

Il campo topografico si sviluppa verticalmente al centro del foglio riquadrato; in alto il titolo “Pianta dimostrativa del territorio del Comune di Fiumefreddo” preceduto dalla data; in basso in due colonne una “Annotazione de’ Punti per ordine Alfabetico” in 18 punti, seguita dalla firma dell’autore e, a fianco, da quelle della commissione comunale.
La scala metrica, in basso a sinistra, è espressa in “Canne Lineari” e l’orientamento è indicato mediante i venti principali riportati ai margini del disegno. La carta è accompagnata dal foglio di risposta ed ha allegato un carteggio di 6 pagine. I limiti che circoscrivono questo territorio sono da tramontana col territorio di Calatabiano, da mezzogiorno con quello di Mascali da occidente con quello di Piedimonte, e da oriente con il mare. La misura dell’intera circonferenza é miglia duodeci siciliane. I limiti sono fissati cioè da tramontana parte con mura ed in parte con strade, da mezzogiorno parte con mura e parte si argomentano, da occidente con strisce di calce e da oriente con il mare. I limiti del territorio sono gli stessi per le podestá amministrative, giudiziarie ed ecclesiastiche. I titoli sui quali è appoggiata l’attuale circoscrizione del territorio sono, per il limite da occidente con il verbale che fece il consigliere d’intendenza cavaliere Gravina in dicembre del 1827; per tutto che riguarda la circoscrizione dell’altri limiti si acchiude un verbale redatto dal sindaco della comune, che dimostra il possesso lungo più di anni trenta nella maniera più pacifica e non litigiosa. Gli abitanti della borgata di Diana, e Torrerossa di pertinenza del comune di Calatabiano, stanchi di proseguire dipendenza di essa comune attesa la lontananza da piú di tre miglia, per cui non godono da essa comune verun commodo anzi soffrono non pochi disaggi, principalmente negli atti dello stato civile, ed avendo in considerazione la vicinanza da circa a canni cinquanta in cui trovasi situati alla comune di Fiumefreddo chiesero la separazione del comune patrio, e la riunione a Fiumefreddo, per cui ne pende per ordine del governo l’esame della questione del consiglio d’intendenza del valle di Catania. La popolazione attuale è da circa cinquecento, mentre il supplimento al N° 878, come abitava nella borgata di S. Basile oggi l’istessa fa parte della comune di Piedimonte, mentre per sovrano comando ad essa fú incorporata. La estensione territoriale è salme quattrocentosessantuno quadrate legale misura, come si detegge dalla relazione cennata al n.1 delle repliche. La maggior parte degl’omini addetti alla contura rurale di questo comune, si portano nel territorio di Calatabiano pella contura di quelle terre, ed il residuale numero degli agricoltori alla coltura delle terre, e vigne di questo territorio scopoché l’esteri uniscono a coltivarlo. Il complesso dell’abitazione del comune è al lato della tramontana e nel centro per oriente ed occidente.

Scuole

 

Per ciò che concerne le Istituzioni scolastiche, nel 1930 si inaugura a Fiumefreddo il primo edificio scolastico e la Direzione Didattica; nell’anno scolastico 1955-56 anche nei quartieri funzionano cicli di scuola primaria fino a raggiungere una sezione di classi al completo.
A Fiumefreddo si trovano oggi diverse scuole materne ed elementari; è presente inoltre la scuola media statale G. Verga sita in via M. Rapisardi n.38, istituita nel 1961.
Se soddisfacente è la scuola dell’obbligo per i bisogni del territorio, non altrettanto può dirsi delle scuole medie superiori, infatti a Fiumefreddo esiste ad oggi soltanto un istituto privato di scuola media superiore. Questo spiega il massiccio affluire di studenti nelle vicine cittadine di Giarre e Riposto, in cui esistono diversi istituti sia privati che statali.
Con la razionalizzazione delle Istituzioni scolastiche, si sono creati due istituti di circa 450 alunni ciascuno, uno comprendente la scuola materna ed elementare, l’altro onnicomprensivo, comprendente scuole materne, elementari e medie. Un’Istituzione privata cattolica è l’Istituto Sacro Cuore, retto dalle suore di Santa Giovanna Antida.

Il Teatro

L’attore Giovanni Cutrufelli, personaggio illustre della storia del Teatro italiano, ha scelto il Comune per aprire una scuola di teatro rivolta ai giovani talenti siciliani.

Giovanni Cutrufelli ha diretto un centinaio di compagnie, mettendo in scena circa 250 spettacoli, tra cui i 28 cicli al teatro di Taormina. Oltre 60 novità assolute e “prime” per l’Italia (Gide, Martoglio, Pasolini, Pirandello, etc.), nonché la prima rappresentazione mondiale de I Viceré di De Roberto, sono, insieme ai grandi classici d’età moderna, i capisaldi di una tradizione che, secondo “La Tribuna de Génève”, “merita un appoggio europeo”.
Suoi attori: Salvo Randone, Gualtiero Tumiati, Paola Borboni, Rossella Falk, Elena Zareschi, Lilla Brignone, Gigliola Reyna, Gianmaria Volonté, Turi Ferro, Tuccio Musumeci, Paola Pitagora, Lydia Alfonsi, Tino Carraro, Alberto Lupo, Tino Buazzelli, Anna Moleti, Glauco Mauri, Giulio Bosetti, etc..
Ha fondato “Intervallo”, unica rivista teatrale del meridione, cui segue l’antologia critica del teatro Intervento; nel 1965, con Leonardo Sciascia, Renzino Barbera, Mario Giusti, Carlo Lo Presti, Massimo Mollica, Melo Freni ed altri, fonda l’Associazione siciliana del teatro, di cui oggi è presidente. Ha scritto 130 saggi, monografie, polemiche; ha vinto il premio nazionale “Mario Giusti” indetto dal Teatro Stabile di Catania. Tra le istituzioni da lui create, i Premi Europa Taormina per il Teatro sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo.


 

Ultimo aggiornamento: 27-03-2024

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